Sezione Museale

È un vero scrigno di storia, di arte e di religiosità, che dà il senso del mistero racchiuso nelle antiche mura di questa fondazione angioina (1279) nel cuore del centro storico di Napoli. Nella sua storia plurisecolare, infatti, è stato oggetto di molteplici trasformazioni, come ampiamente documentato dalle tracce delle stratificazioni artistiche, che ne fanno un luogo di particolare interesse per la possibilità di lasciar convivere - come spesso avviene nelle antiche fondazioni monumentali - stili e sensibilità diverse, secondo le necessità storiche ed il gusto estetico che li hanno ispirati. Un’ARCA, dunque, dove il processo ventennale di restauro e di progressiva musealizzazione tenta di comunicare un contatto vivo con i visitatori nella suggestiva scoperta dei percorsi espositivi.

Attraversando questi luoghi storici e misteriosi è di grande interesse il dialogo con l’espressione artistica a noi contemporanea; oltre alle tante opere di alto valore storico-artistico, che celebrano la monumentalità del luogo - si pensi, a. es., alla bellezza del soffitto aureo della Chiesa - sono già ben 92 gli artisti contemporanei, che con le loro 144 opere dal 1949 ad oggi costituiscono quasi un umile prolungamento di quel grande mecenatismo che fu dei progenitori di questa insula di vita e di arte.

Una delle tracce più appassionanti e discusse di questo intreccio tra storia e mistero emerge nelle ricerche attualmente in corso dalla metà del 2014, laddove gli interrogativi sull’identità e la collocazione della tomba quattrocentesca gentilizia della Famiglia Ferrillo  nel Chiostro minore di S. Giacomo della Marca  sembrano condurre verso il  personaggio leggendario del principe Vlad III, a cui si riferisce la figura letteraria del Conte Dracula. La presenza di un ricco simbolismo esoterico ed alchemico - come la presenza di iscrizioni a parete con codici cifrati ad oggi non ancora comprensibili - rendono questi luoghi leggendari.

A rendere evidente questo intreccio tra Vangelo cristiano e la misteriosità del drammatico scontro tra bene e male, ci aiuta anche il recente percorso dedicato all’arte presepiale, che non esprime unicamente un’abilità artigianale, ma, soprattutto, la capacità di saper reinventare nel solco della tradizione locale.




pannello maestro

There are no translations available.

Copyright © 2016 Oltre il Chiostro. Tutti i diritti riservati.Napoli è ricca di bellezze naturali ed artistiche, e allo scintillio delle stelle del suo bel cielo si sposano le bellezze dell'arte, specialmente dell'arte sacra.

Le chiese di Napoli raccolgono numerosi capolavori artistici, segno chiaro della viva pietà cristiana degli antichi e del valore della succennata arte.

Ogni chiesa dovrebbe avere la sua guida per il bene della Religione ed a maggiore illustrazione del patrimonio artistico. S. Maria la Nova merita e richiede questa guida, perchè è ricchissima di preziosi quadri, affreschi, monumenti e cimeli del 1500, 1600 e principio del 1700.

Io ho tentato scrivere questa guida dopo scrupolose consultazioni di competenti antichi e moderni, accennando solo ai capolavori e loro autori, senza fermarmi alla loro minuziosa descrizione e valore intrinseco; il che avrebbe dato luogo ad un'opera voluminosa.

È un piccolo e modesto tributo, che spero rendere all'arte ed alla Religione.

P. Gaetano Rocco

› LEGGI IL PDF
Copyright © 2016 Oltre il Chiostro. Tutti i diritti riservati.

There are no translations available.

Progetto di restauro e conservazione del coro ligneo (1603-1621). Chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli.
Tesi sperimentale di Maria Maddalena Palma

vai al testo

Santa Maria la Nova a Napoli.
Fondazione e trasformazioni del complesso conventuale.

Tesi di Dottorato di Andrea Di Sena

vai al testo

La decorazione scultorea della Cappella Turbolo
in Santa Maria la Nova a Napoli.

Tratto da Cinquantacinque racconti per i dieci anni.
Scritti di Storia dell'Arte

vai al testo

Geronimo D’Auria.
Problemi di scultura del secondo Cinquecento partenopeo
.
Tesi di Dottorato di Grandolfo Alessandro

vai al testo

There are no translations available.

› Biografia
Egidio Iovanna nasce a Fontanarosa (Av), da un’antica famiglia di cavatori e scalpellini che da più generazioni si tramanda l’arte della lavorazione della pietra.
Dopo una formazione giovanile avvenuta a Carrara a stretto contatto con i più grandi maestri italiani del Secondo Novecento come Pietro Cascella, Gigi Guadagnucci, Francesco Somaini, Nado Canuti inizia la sua carriera artistica lavorando per lo Studio Giovannini di Pietrasanta, che realizza sculture su progetto di importanti artisti di fama internazionale quali Botero, Jeff koons, Igor Mithoraj.
Iovanna acquisisce con estrema velocità la conoscenza di tecniche scultorie complesse manifestando da subito un precoce talento artistico che lo condurrà, dopo un periodo giovanile di sperimentazioni e viaggi tra Occidente ed Oriente, ad intraprendere una ricerca formale incentrata sulla pietra e a perfezionare una tecnica manuale che diviene sempre più virtuosistica.
Sempre in cerca della pietra giusta e spinto da una continua tensione verso la sperimentazione, l’artista ha partecipato a diverse mostre e simposi internazionali, confrontandosi e collaborando con artisti di tutto il mondo.

Opera esposta nel Museo

There are no translations available.


Opere esposte nella Cappella di San Giacomo della Marca
There are no translations available.

› Biografia
Nasce nel 1957 a Napoli. La sua ricerca artistica parte dalla tradizionale iconografia partenopea – Pulcinella, San Gennaro, Vesuvio – e sviluppa, in modo autonomo e originale, il significato di simboli – quali maschera, uovo, vulcano – intesi come rapporto archetipico tra individuo, tempo e spazio.
Le sue opere spaziano dalla scultura alla pittura, spesso sovrapposte in un’unica creazione. Terracotta, ferro, bronzo, alluminio, olio e acrilico – insieme a oggetti di uso quotidiano – si fondono tra loro creando istallazioni di forte impatto, che diventano vere icone del nostro tempo. Nell’era della globalizzazione, l’Artista riesce a cogliere lo spirito di Napoli, contaminandone la millenaria tradizione con le più attuali suggestioni della contemporaneità.
Da molti anni è presente con successo in America, dove ha ricevuto molti riconoscimenti sia a New York che a Washington, città in cui nell’ottobre del 2010 è stato premiato dalla NIAF, la più grande fondazione degli Italiani d’America. Ha partecipato nel 2011 alla 54a Biennale di Venezia con una grande opera sull’Unità d’Italia.
Per il Giubileo di Napoli, Lello Esposito ha installato a Capodimonte, una monumentale scultura in bronzo di San Gennaro.

Opere esposte nel Museo

loghi_por.jpg