› Fulvio DE NIGRIS

Perché un premio a Fulvio De Nigris?

Il Concerto dell’Epifania del 2016 premia Fulvio De Nigris per ridare, attraverso di lui, speranza a una società addormentata o sonnolenta. Rispetto ai tanti problemi che affliggono le periferie esistenziali, la Casa dei Risvegli di Bologna rammenta che una rinascita, un risveglio, è possibile e auspicabile.

Forte di una vicenda personale che portò suo figlio prima in coma e poi alla morte, Fulvio - con la sua famiglia, amici e conoscenti - porta avanti l’idea di provare a risvegliare un essere umano piombato in uno stato di minima coscienza, non soltanto con farmaci e tecniche, ma con la medicina della prossimità e della vicinanza. La onlus “Gli amici di Luca” (Luca è il nome di suo figlio), a cui è annesso un Centro Studi per la Ricerca sul Coma, è una struttura innovativa dedicata Gravi Cerebrolesioni Acquisite alla riabilitazione, formazione e ricerca nel campo delle (GCA), con particolare riferimento ai Disordini della Coscienza (DOCs).

La sezione culturale dell’Associazione Oltre il Chiostro, con il suo Dipartimento di bioetica”, segue da anni tutti i tentativi scientifici di accompagnare la qualità della vita e la ripresa delle persone cadute in stati di minima coscienza. Come ha detto papa Francesco, urge lavorare con credenti e laici, al servizio degli ultimi: “Se in questo momento della storia, l’uomo è stato buttato via dal centro, è scivolato verso la periferia, a vantaggio della centralizzazione del denaro e del potere”, occorre andare alla ricerca di alcuni aspetti ancora più periferici nell’attuale immaginario sociale ed ecclesiale, alla ricerca degli “scarti”.

Pasquale Giustiniani

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› Pino DE MAIO

Pino De Maio nasce a Miano in uno dei quartieri più a rischio della periferia napoletana e a rischio lo sarà fortemente anche la sua infanzia. Entra nel mondo della musica a 11 anni con lo studio della chitarra classica con la maestra Immacolata Ciociano figlia di Michele, grande trascrittore e compositore. La sua carriera di professionista ha inizio con un trio “I Michelemmà” (1974), con il quale si dedica allo studio e alla ricerca della canzone popolare e d’autore con la realizzazione di un primo disco (I Michilemmà) distribuita dalla RCA. Qualche anno dopo, collabora come chitarrista con Sergio Bruni e poi subito dopo con lo storico gruppo “Napoli Centrale” capitanato da James Senese, anno in cui militava come bassista Pino Daniele. Dopo quattro anni all’estero, ritornato a Napoli, decide di dedicarsi esclusivamente allo studio della canzone napoletana. Si impegna anche come compositore, scrivendo le musiche di un’opera teatrale “Sole, Luna e Talia ”, tratta da una favola di G.B.Basile con gli arrangiamenti di Antonio Sinagra; gran parte di queste musiche si trovano nell‟album “Napoli Vecchia Mia” (1983) con la collaborazione strumentale di James Senese. Alla produzione discografica affianca un’intensa attività di spettacoli, concerti, lavori teatrali, cercando di fondere prosa, poesia e musica.

L’impegno che maggiormente inorgoglisce De Maio, è la costituzione di “La Villanella”, un’associazione culturale musicale che dal 1992 si prefigge di divulgare e vivificare la tradizione napoletana, in particolare quella musicale utilizzandola come strumento per il recupero dei minori a rischio. Da qui nasce la lunga collaborazione come esperto per un laboratorio musicale nel carcere minorile di Nisida e non solo, ma in tante scuole di Napoli e provincia. Per l’educazione alla storia della canzone napoletana, Il suo orgoglio musicale è “ Ue’ Guagliù’ “ (1997), un lavoro discografico dedicato ai ragazzi di Napoli, che maggiormente soffrono l‟emarginazione sociale e dove si sintetizza la sua lunga esperienza. Nel 2007 De Maio realizza un cd con una decina di ragazzi “Uè Guagliù… qualcosa cambierà”. Nel 2010 inizia a lavorare a un ambizioso progetto, che testimonia l’esperienza di quasi un ventennio vissuta con i ragazzi detenuti nel carcere di Nisida con un’opera musicale dal titolo “Marialuna”. Il lavoro debutta l’anno dopo interpretato dagli stessi ragazzi detenuti del carcere con la produzione di Rai TRADE. Lo spettacolo e l’intero progetto avrà il plauso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che riceverà De Maio al Quirinale per conferirgli la Medaglia della Repubblica.

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› Andrea SANNINO

Andrea Sannino, attore e cantautore partenopeo, classe ‘85, inizia giovanissimo a dividersi tra l’amore per la musica e la passione per il teatro. Tra le numerose esperienze teatrali da segnalare il suo ruolo da protagonista nel musical C’era una volta Scugnizzi scritto da Claudio Mattone ed Enrico Vaime, in cui interpreta il ruolo del prete coraggio Don Saverio e quello di Lele nel musical Stelle a metà scritto e diretto da Alessandro Siani. Dal 2006 inizia una collaborazione con Lucio Dalla che lo invita a duettare con lui in numerosi concerti. Il cantautore bolognese diventa così un punto di riferimento sul palco e nella sua vita tanto che Andrea Sannino dedica proprio a Lucio Dalla il suo primo disco UANEMA! uscito nell’autunno del 2105 per la Zeus. Il titolo, infatti, è un’esclamazione che Lucio Dalla usava spesso quando parlava in napoletano, lingua a lui cara. Nell’album ci sono tante collaborazioni tra cui ricordiamo quella con Sal Da Vinci e Monica Sarnelli. Il disco, inoltre, contiene il brano “Terra Nostra” con la prefazione di Don Maurizio Patriciello che tratta del fenomeno della terra dei fuochi.

A questo giovane interprete della nobile ed antica tradizione musicale partenopea, abbiamo voluto assegnare questo premio alla memoria di Mario Da Vinci, che sarà nel tempo - ce lo auguriamo! - l’unico modo per preservarne il ricordo e, soprattutto, lo spirito per quanti lo hanno ammirato ed amato.

Francesco Sorrentino

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