Antico Refettorio

› Biografia
Nato nel 1945 a Bagnoli-Irpino (AV), dagli inizi degli anni Cinquanta vive a Napoli, dove frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti.
Produttore politecnico-versatile di oggetti in “forma d’arte”, nel 1966 è tra i fondatori del Gruppo Studio P.66, con il quale redige il Manifesto dell’UNIFILM.
Protagonista della Nuova scultura italiana ed europea, partecipa a numerose esposizioni in Italia e all'estero. Nello stesso periodo collabora alla rivista NO, Nuovo operativo di comunicazione di massa e Cultura di Classe. Nel 1969 attiva i Cavalletti Relativi, le cui tematiche sono ruotano intorno alla “deformazione del segno”.
Dal 1969 al 1975 produce i Servomeccanismi, che introducono la “meccanica dei sensi”. Nel corso degli anni Ottanta prende parte alla Biennale di Venezia del 1982. Anche gli anni Novanta sono caratterizzati da una serie di partecipazioni ad esposizioni collettive in Italia e all'estero, tra cui: A sud dell’Arte , Extrabilia e Paesaggio con rovine. Orologio ad acqua, presentata presso la Stazione Anton Dhorn di Napoli nel 1995, è la prima di alcune esecuzioni multidisciplinari con l’intervento di artisti, poeti e musicisti, cui seguono quella dell’Osservatorio Astronomico di Napoli nel marzo 1996 e quella del Real Orto Botanico di Napoli nel maggio 1996. Nel 2000 è tra i protagonisti dell'imponente rassegna internazionale Castelli in aria, curata dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli, con la quale Castel Sant’Elmo apre all’arte contemporanea. Nel 2001 gli viene commissionata una scultura da installare stabilmente presso la stazione Salvator Rosa della Metropolitana di Napoli; per l’occasione realizza Strabico.

Opera esposta nel Museo

› Biografia
Armando De Stefano, è nato a Napoli nel 1926 dove vive e lavora. Studia al Liceo Artistico e alla Facoltà di Architettura, che abbandona per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Nel 1947 con sei pittori napoletani (Guido Tatafiore, Renato De Fusco, Mario Tarchetti, Raffaele Lippi, Vincenzo Montefusco e Alfredo Florio) organizza il “Gruppo Sud”. Dal 1950 al 1992 insegna all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Partecipa alla Biennale di Venezia dal 1950 al 1956 e nel 1961 è presente nel Padiglione italiano della Biennale di Venezia e alla rassegna internazionale di Madrid.
È presente alla Quadriennale d’arte di Roma nel 1951, nel 1955, 1960 e nel 1986. Espone inoltre in numerose rassegne nazionali ed internazionali. A partire dalla metà degli anni Cinquanta appare, accanto all’antico interesse per un contenuto storico-civile, una figurazione più esplicita che lo porta a rileggere l’arte del Seicento napoletano. Un linguaggio che emerge nella lunga serie di “cicli” dedicati a Marat (1967-1968), Masaniello (1970-1975), Odette e il Jolly (1973-1977), il ciclo presentato con un saggio di Giovanni Testori, pubblicato nel 1977 in occasione della personale alla Gallerie Jolas di Madrid e “32” di Milano, dove aveva già esposto nel 1974 e dove tornerà a esporre nel 1981, 1983 e 1985.
Degli anni Ottanta è il ciclo del Mercato dei miti. Affiora un nuovo modo, più diretto, di porsi di fronte al quotidiano che si fa ancora più scoperto nel successivo delle “Maschere”. Nel 1984 l’Accademia Pontano di Napoli organizza una personale con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, in collaborazione con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Campania e della Galleria “32” di Milano, che lo inviterà l’anno seguente ad Arco “85” a Madrid.
Nel 1989 presenta la Rivoluzione Napoletana del 1799 al Palazzo Serra di Cassano e a Palazzo Reale di Napoli, dove nel 1997 presenterà il ciclo l’Eden degli esclusi, che condensa il significato di tutta la sua opera: nani, barboni, zingari, vecchi, omosessuali, emarginati a cui è negata ogni possibilità di comunicazione sociale. Non diversamente dagli antieroi dei cicli precedenti, gli “esclusi” rappresentano le vittime del porete. Nel 2002 presenta al Palazzo Reale di Napolil’ultimo ciclo, Dafne, che in realtà è una denuncia del trasformismo poltico attuale. Nello stesso anno è presente nella Rassegna Mediterranea, oggi esposizione permanente nella splendida cornice di Palazzo d’Avalos a Vasto, in Abruzzo. Nel 2009 presenta un’antologica al PAN (Na), nel 2011 al MADRE (Na) una raccolta di opere dal titolo “L’urlo del Sud”, riproposta nel 2012 nella Chiesa di San Francesco in Sant’Agata dei Goti.

Opera esposta nel Museo

› Biografia
Nato nel 1931 a Potenza, architetto e designer, dopo aver conseguito la laurea presso il Politecnico di Napoli, agli inizi degli anni Settanta abbandona l’insegnamento in facoltà e inizia a dedicarsi alla realizzazione di performance utilizzando materiali di recupero.
Questa esperienza sfocia nel periodo dei Global tools, cooperativa progettuale che lo vede protagonista. Nel 1981 conquista il Compasso d'Oro per la sua ricerca sulla caffettiera napoletana (per Alessi). Nel 1997, in collaborazione con la C.N.A. (settore artistico) di Napoli, la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed Ambientali ed il Comune di Napoli, coinvolge i suoi artigiani per l’allestimento, ormai diventato permanente, di Rua Catalana, con le sue sculture e i suoi lumi.
In tal senso, sono da ricordare le numerose iniziative formative ed artistiche introdotte nel Rione Sanità.
Il suo nome si associa immediatamente all’invenzione poetica di oggetti e arredi che rievocano l’infanzia, la poetica del quotidiano, la libera espressione dell’arte.
La sua ricerca espressiva spazia nel mitico, nell’arcaico, nel sacro. Materiali quali ferro, rame e ottone sono impiegati con amorevole manualità artigianale; nell’epoca dell’elettronica e della high-tech, ridona umanità e giocosa piacevolezza alle figure.

Opera esposta nel Museo

› Biografia
Nato nel 1944 a Napoli, dove vive e lavora, si diploma presso l'Accademia di Belle Arti.
Le sue prime ricerche artistiche, denominate giuochi fantastici. Agli inizi degli anni Settanta partecipa a diverse mostre nazionali con opere ambientali di grosse dimensioni, spesso immaginate all'interno del tessuto urbano delle città. A metà degli anni Settanta l'opera diventa oggetto di contemplazione per l'Artista, che dà inizio ad un periodo di riflessione su argomenti fortemente sociali. Nel 1975 insieme a Gerardo Pedicini teorizza e fonda l'Asocial-Group, con il quale prende parte alla Biennale di Venezia del 1976.
Ė stato tra i primi artisti italiani, alla fine degli anni Settanta, a proporre una nuova oggettualità. Nel 1982 partecipa alla Biennale di Venezia e tiene una personale a Brisbane in Australia. Nel 1995, insieme ad altri artisti napoletani ed al poeta Gabriele Frasca, dà inizio ad una serie di esposizioni alternative che si arricchiscono di ulteriori forti motivazioni. Dal 2000 partecipa a numerose manifestazioni artistiche e mostre collettive in varie parti d'Italia. Nel 2005 è tra i fondatori dell'Associazione Culturale INAC, Istituto Napoletano per l'Arte Contemporanea. Nel 2006 è invitato da Achille Bonito Oliva a progettare un'opera per la Stazione Augusto della Metropolitana di Napoli – Linea 6, intitolata Il Guardiano del Fuoco, dove il suo universo artistico si popola di animali feroci e di piccoli mostri, simbolo della paranoia e dei caratteri aggressivi del genere umano. Nel 2011 viene invitato alla Biennale di Venezia, - Campania / iniziativa Speciale del 150° promossa dal Padiglione Italia della 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, però rifiuta l’invito contestando i criteri ed i metodi adottati dalla organizzazione.

Opera esposta nel Museo

› Biografia
Nata nel 1941 a Napoli, dove si diploma presso il Liceo artistico e, successivamente, presso l’Accademia di Belle Arti, insegna negli Istituti d’Arte e nei Licei Artistici della città, tra i quali il Liceo d’Arte del Suor Orsola Benincasa.
Fa parte del gruppo di Linea Sud, rivista d’avanguardia fondata da Luigi Castellano nel 1963, insieme a Persico, Martini, Bugli, Paladino e Caruso.
Collabora con Corbi ed altri noti pittori napoletani alla realizzazione di eventi di prestigio come Le vele e la mostra Noi, promossi dall’Associazione culturale Sole Urbano e presentati, oltre che a Napoli, anche presso il Pontificio Consiglio della cultura di Roma.
Le sue opere sono presenti presso alcuni importanti musei italiani come la Galleria civica d’arte moderna di Torino, il Museo d’arte delle generazioni del “900” G. Bargellini di Pieve di Cento (Bo), il CAM di Casoria (Na), il Museo del Novecento presso Castel S. Elmo a Napoli.

Opere esposte nel Museo

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