Chiostro di S. Giacomo

› Biografia
Nato a Napoli nel 1938 dove vive e lavora, Elio Mazzella è stato indirizzato, contro la sua volontà, verso gli studi umanistici, poi culminati nella laurea in giurisprudenza. La sua pulsione verso il mondo dell’arte lo ha condotto a seguire le orme del padre, allievo di Michele Cammarano.
Per questa via, matura un tirocinio artistico facendo tesoro di tutta l’esperienza paterna, di una importante tradizione creativa e i segreti di un mestiere conosciuto. Le prime prove fornite riscuotono consenso che frequentavano abitualmente lo studio del padre. A credere nelle potenzialità del giovane Mazzella fu inizialmente Armando D’Abundo che ne favorì con largo mecenatismo l’esordio nel mondo dell’arte, poco più che ventenne. Da questo momento Elio partecipa a mostre espositive collettive e personali. Significativo nella sua vita professionale è l’incontro con Palma Bucarelli che è più volte intervenuta a segnalare la personalità dell’artista, apprezzandone la ricerca condotta sul cemento.
Dal 1990 si è dedicato anche alla scultura ed ha realizzato molte opere utilizzando reperti bellici della II guerra mondiale, riscuotendo successo da parte della critica più qualificata.
Partecipa a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Nel 2010 è stato inserito nel ristretto gruppo di artisti che hanno dato vita al Museo del Novecento di Castel Sant’Elmo a Napoli. Nel 2011 ha partecipato alla 54ma Biennale di Venezia.

Opere esposte nel Museo

› Biografia
Apprezzata artista, figlia di Ugo, grafico pubblicitario e disegnatore, è nata a Napoli, dove vive e lavora, negli stessi locali che hanno visto il padre disegnare copertine e prime pagine di giornali come Il Mattino illustrato dal 1924 al 1947, e poi quelle della Domenica del Corriere e del Corriere dei Piccoli.
Inizia la sua carriera di pittrice e scultrice nel 1950. Ha eseguito varie Vie Crucis, due delle quali sono nella Casa dei Padri Gesuiti a Cappella Cangiani in Napoli. Dal 1979 è attiva anche come operatrice culturale per l’Associazione Ugo Matania.  Nel 1991 ha allestito nella Sala Carlo V del Maschio Angioino di Napoli una mostra multimediale dal titolo Terra Arsa con testi recitati e pannelli figurativi di grandi dimensioni.
Molte sono le sue mostre personali ad iniziare dal 1951, alcune sue opere sono in esposizione permanente: all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte in Napoli e all’Istituto di Studi filosofici in Napoli. Nel 2002 ha realizzato la scultura monumentale in ferro e filo di rame: Kabul - reti d'ombra, dal dicembre 2002 in esposizione presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, sua ultima opera è Giordano Bruno del 2003.

Opera esposta nel Museo

› Biografia
Dal 1970 Teresa Mangiacapra, conosciuta con lo pseudonimo di Niobe, fa parte del gruppo delle Nemesiache, creato tra Napoli, Roma, Milano e Parigi dalla sorella Lina. Gruppo di artiste attivo ed operante a livello nazionale ed internazionale, nel 1977 costituisce la cooperativa culturale Le tre Ghinee - oggi Associazione Culturale - con l'intento di affermare la presenza e la forza che l'espressione del femminile ha nel trasformare il mondo.
Il Mito è per Niobe il fondamento della sua ricerca artistica, il tentativo continuo di evocarlo attraverso varie forme d'arte: scultura, fotografia, recitazione, musica.
In scultura utilizza materiali come creta, tufo, plastica, marmo, ferro, legno; i suoi soggetti preferiti sono gli Angeli, come dimensione di armonia e di ispirazione, ricerca continua nell’arte come nella vita.
Per la fotografia realizza favole visive, le multivisioni, ispirate a suoi brevi testi presentati in Italia e all'estero.
La sua ultima ricerca artistica, detta pittofotografia, riguarda autoritratti, ritratti e paesaggi, istantanee in digitale manipolate al computer, stampate su tela con l'intervento di colori acrilici o ad olio, nel tentativo di creare e ricercare il punto di incontro o di rottura tra realtà improbabile e irrealtà probabile.

Opere esposte nel Museo

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