Ingresso conventuale

› Biografia
Nasce a Taranto nel 1946. Nel 1954 si trasferisce con la famiglia a Napoli, dove l’artista attualmente vive e lavora.
Nel capoluogo partenopeo compie i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti che, nel 1967, gli assegna il premio del Ministero della Pubblica Istruzione per la Scultura. Risalgono al 1968 le sue prime partecipazioni a mostre. Nel 1973 aderisce al gruppo PROP-ART. Nel 1980 partecipa insieme con altri operatori culturali a mostre e dibattiti per il Sud Africa e per il Salvador.
Già nelle sue prime opere è evidente un marcato interesse per l’uomo, ma in particolar modo per l’uomo colto in situazioni esistenziali, roso dalle nevrosi del proprio tempo e diviso fra attenzione onirica ed impegno sociale e politico. Più tardi riprende le prime idee con una forte carica ironica e polemica presentando una serie di opere nelle quali è possibile ritrovare i temi e la poetica che caratterizzano il suo lavoro successivo. L’Uomo - mobile; l’Uomo - sedia, insomma l’uomo oggetto si fa spazio denunciando da un lato il ruolo pressoché paralizzante in cui è stato costretto dalla società dei consumi e dall’altro la forte carica di evasione e di sogno ineliminabile che, nonostante tutto, permane come unica alternativa alla feticizzazione capitalistica.
L’ambiguità, tema sempre ricorrente nel lavoro di De Filippis, sul finire degli anni ’80 fa da sfondo al tema del “non movimento” inteso come elemento di contemporaneità.

Opera esposta nel Museo

Biografia
Fabio Ferrone Viola è un artista italiano.
Nasce nell’agosto del 1966 da Marilù Viola e Franco Ferrone, noto collezionista e appassionato di arte contemporanea.
Sin da bambino segue il padre per le trasferte negli Stati Uniti; è la fine degli anni ‘70 e Fabio rimane affascinato dalle luci, dai colori e dalla cultura americana tanto che resterà impressa per sempre nella sua memoria fino ad influenzare gran parte del suo lavoro ed a metterlo in contatto con quella che poi è diventata la sua corrente di riferimento: la Pop Art.
Dopo aver concluso gli studi, viaggia molto in Italia e all’estero grazie alla sua attività di creativo, di stilista e responsabile di produzione, occupazione che lascia definitivamente nel 2006 per dedicarsi a tempo pieno all’arte.
Trova ispirazione nei maestri come Andy Warhol e Robert Rauschenberg, di cui si trovano citazioni nelle sue opere.
Le sue creazioni raccontano esperienze e passioni, ma anche sentimenti di insofferenza rispetto all’avanzare del degrado ambientale; esse, infatti, nascono dal concetto del riciclo dei rifiuti abbandonati, trovati in giro per il mondo, che trovano forma tramite l'assemblaggio ed il colore.
Fonte d'ispirazione d'eccezione sono le lattine della Coca-Cola: un'immagine che rappresenta una nazione, gli Stati Uniti con tutte le sue contraddizioni. Nelle sue opere le lattine diventano l'elemento base per costruire bandiere e ritratti di icone americane come J. F. Kennedy oppure Marilyn Monroe.
Il concetto base è l'arte a favore dell'ambiente mossa dalla sofferenza per lo spreco, che diventa motore per una vera e propria mania, utilizzando sempre nuove tecniche: collage e dipinti con messaggi più o meno subliminali.
Ferrone Viola ha realizzato numerose mostre in Italia e all'estero (Londra, New York, Miami) e nel luglio 2016 ha esposto le sue opere presso il Complesso del Vittoriano.

Le Opere esposte nel museo

› Biografia
Nato nel 1924 a Napoli, compie studi umanistici e giuridici, laureandosi in Giurisprudenza nel 1947.
Comincia a lavorare nell’impresa di famiglia e negli anni Sessanta, seguendo le orme del padre Pietro, si avvicina alla pittura. Nel 1970, insieme al padre e alla moglie Maria Sofia, apre a Napoli la Galleria d’Arte Il Diagramma 32, punto di riferimento per l’organizzazione di manifestazioni e convegni sulla cultura e l’arte contemporanea.
In conformità con la sua passione per il segno e la scrittura, nel 1978 inizia a lavorare al ciclo pittorico dei Soprappensieri, nei quali inserisce citazioni di diversi filosofi e poeti.
Quello che apprende dalla rimeditazione dei grandi sistemi pittorici è la tensione verso il simbolo, la tendenza alla sacralizzazione del segno, l’idea che l’universo è tutto una scrittura. Si tratta di riferimenti estremamente colti, che arieggiano il primitivo a patto di renderlo estremamente concettuale, che adottano la materia più elementare per condurla verso esiti intensamente emblematici, che usano il segno per trasformarlo in segnale.
Il suo astrattismo fortemente guidato ed intenzionale è tutt'altro che arbitrario.

Opere esposte nel Museo

Biografia
Marisa Ciardiello è nata a Napoli dove vive e lavora. Ha conseguito il Diploma di Scultura nell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Inizia la sua attività ricoprendo la cattedra di modellato presso l’Istituto Statale di Arte di Salerno. Partecipa a mostre di scultura e grafica ottenendo premi e riconoscimenti: Premio di Scultura Olivetti, Accademia di Belle Arti di Napoli 1960; Premio Lions per il disegno, Accademia di Belle Arti di Napoli 1962; Premio V. Gemito, Accademia di Belle Arti di Napoli 1963; Mostra di pittura e scultura Pro Civitate Cristiana, Assisi 1962; Prima rassegna Napoli-Campania Padiglione Pompeiano, Napoli 1965; Donne e ricerca nell’arte oggi, Padiglione Pompeiano, Napoli 1966; Operazione Vesuvio, Galleria il Centro, Napoli 1972; Mostra personale di sculture e disegno, Galleria Ganzerli, Napoli 1974; Rassegna Arte presente pittori della terza generazione italiani e stranieri, Antichi arsenali, Amalfi 1974; A Michelangelo nel V centenario della nascita, mostra di scultori campani, Amalfi 1975; Proposta uno, Regione Campania, Napoli 1976; Scultori campani presenze contemporanee, giardini Villa Guariglia-Raito, Vietri 1984; V Premio Pontano per le arti figurative, Napoli 1985; Ritratto del filosofo Pietro La Via, Comune di Massa Lubrense, Napoli 1977; Mostra celebrativa della Rivoluzione Napoletana del ’99, Massa Lubrense, Napoli 1999; Mostra di scultura nelle cavità del centro storico di Sant’Agata dei Goti, 2002; Finale di partita a scacchi, presonale, Chiesa di San Severo al Pendino, Napoli 2002; Porte mediterranee, piazza del Plebiscito, Napoli 2004; Porte mediterranee, Villa Fondi, Piano di Sorrento, Napoli 2004; Artlive, Tempio di Pomona, Salerno 2006; Preziosi tragitti: 8 artisti nel segno del gioiello, Sant’Agata dei Goti 2006; Un’artista un’opera, albergo Vittoria, Cava de’ Tirreni 2006; Segni d’autore, collettiva nel centro d’arte e cultura Il Bidone, Napoli 2007; Copper, personale di monili presso il Museo di Mineralogia di Vico Equense, Napoli 2007; Privitivismo litico, personale di sculture, disegni e monili, Biblioteca Nazionale di Napoli 2008; Collettiva ispirata all’Eros, galleria Movimento Aperto, Napoli 2008; La certezza dell’ambiguità, personale, galleria d’arte Spazi Corrosivo, Marcianise 2009; Collettiva di artisti napoletani al Caffè dell’Epoca, Napoli 2010; II Rassegna d’arte Ager Campanus, Anfiteatro Campano, S. Maria Capua Vetere 2011; Tra sogno e mito: creature di Prometeo, personale, Museo Archeologico Nazionale di Napoli 2012; Mostra e asta in favore della ricostruzione di Città della Scienza, PAN, Napoli 2013.
Sue opere sono in collezioni private e pubbliche tra cui: Comune di Massa Lubrense, Pro Loco di S. Agata dei Goti, Biblioteca Nazionale di Napoli, Sezione Arte Contemoranea dell’Istituto Filippo Palizzi di Napoli, Museo del Novecento di Castel Sant’Elmo di Napoli, Museo CAM di Casoria, Museo di Arte Religiosa Contemporanea ARCA di Napoli.
Hanno scritto di lei: C. Barbieri, F. Cigala, V. Corbi, F. De Ciuceis, A. De Falco, M. De Gemmis, A. De Rose, P. Di Maggio, C. Franco, M. Franco, D. Gallone, D. Giugliano, G. Gargiulo, M. Giancaspro, G. Grassi, M. Guida, F. Lettirei, N. Lisi, M. Maiorino, A. Pepe, R. Pinto, D. Ricci, P. Ricci, M. Roccasalva, F. Sardella, U. Savarese, L. Vergine ed altri.

Opere esposte nel Museo

Marisa Ciardiello è nata a Napoli dove vive e lavora. Ha conseguito il Diploma di Scultura nell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Inizia la sua attività ricoprendo la cattedra di modellato presso l’Istituto Statale di Arte di Salerno. Partecipa a mostre di scultura e grafica ottenendo premi e riconoscimenti: Premio di Scultura Olivetti, Accademia di Belle Arti di Napoli 1960; Premio Lions per il disegno, Accademia di Belle Arti di Napoli 1962; Premio V. Gemito, Accademia di Belle Arti di Napoli 1963; Mostra di pittura e scultura Pro Civitate Cristiana, Assisi 1962; Prima rassegna Napoli-Campania Padiglione Pompeiano, Napoli 1965; Donne e ricerca nell’arte oggi, Padiglione Pompeiano, Napoli 1966; Operazione Vesuvio, Galleria il Centro, Napoli 1972; Mostra personale di sculture e disegno, Galleria Ganzerli, Napoli 1974; Rassegna Arte presente pittori della terza generazione italiani e stranieri, Antichi arsenali, Amalfi 1974; A Michelangelo nel V centenario della nascita, mostra di scultori campani, Amalfi 1975; Proposta uno, Regione Campania, Napoli 1976; Scultori campani presenze contemporanee, giardini Villa Guariglia-Raito, Vietri 1984; V Premio Pontano per le arti figurative, Napoli 1985; Ritratto del filosofo Pietro La Via, Comune di Massa Lubrense, Napoli 1977; Mostra celebrativa della Rivoluzione Napoletana del ’99, Massa Lubrense, Napoli 1999; Mostra di scultura nelle cavità del centro storico di Sant’Agata dei Goti, 2002; Finale di partita a scacchi, presonale, Chiesa di San Severo al Pendino, Napoli 2002; Porte mediterranee, piazza del Plebiscito, Napoli 2004; Porte mediterranee, Villa Fondi, Piano di Sorrento, Napoli 2004; Artlive, Tempio di Pomona, Salerno 2006; Preziosi tragitti: 8 artisti nel segno del gioiello, Sant’Agata dei Goti 2006; Un’artista un’opera, albergo Vittoria, Cava de’ Tirreni 2006; Segni d’autore, collettiva nel centro d’arte e cultura Il Bidone, Napoli 2007; Copper, personale di monili presso il Museo di Mineralogia di Vico Equense, Napoli 2007; Privitivismo litico, personale di sculture, disegni e monili, Biblioteca Nazionale di Napoli 2008; Collettiva ispirata all’Eros, galleria Movimento Aperto, Napoli 2008; La certezza dell’ambiguità, personale, galleria d’arte Spazi Corrosivo, Marcianise 2009; Collettiva di artisti napoletani al Caffè dell’Epoca, Napoli 2010; II Rassegna d’arte Ager Campanus, Anfiteatro Campano, S. Maria Capua Vetere 2011; Tra sogno e mito: creature di Prometeo, personale, Museo Archeologico Nazionale di Napoli 2012; Mostra e asta in favore della ricostruzione di Città della Scienza, PAN, Napoli 2013.

Sue opere sono in collezioni private e pubbliche tra cui: Comune di Massa Lubrense, Pro Loco di S. Agata dei Goti, Biblioteca Nazionale di Napoli, Sezione Arte Contemoranea dell’Istituto Filippo Palizzi di Napoli, Museo del Novecento di Castel Sant’Elmo di Napoli, Museo CAM di Casoria, Museo di Arte Religiosa Contemporanea ARCA di Napoli.

Hanno scritto di lei: C. Barbieri, F. Cigala, V. Corbi, F. De Ciuceis, A. De Falco, M. De Gemmis, A. De Rose, P. Di Maggio, C. Franco, M. Franco, D. Gallone, D. Giugliano, G. Gargiulo, M. Giancaspro, G. Grassi, M. Guida, F. Lettirei, N. Lisi, M. Maiorino, A. Pepe, R. Pinto, D. Ricci, P. Ricci, M. Roccasalva, F. Sardella, U. Savarese, L. Vergine ed altri.

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› Biografia
Nato a Napoli nel 1938 dove vive e lavora, Elio Mazzella è stato indirizzato, contro la sua volontà, verso gli studi umanistici, poi culminati nella laurea in giurisprudenza. La sua pulsione verso il mondo dell’arte lo ha condotto a seguire le orme del padre, allievo di Michele Cammarano.
Per questa via, matura un tirocinio artistico facendo tesoro di tutta l’esperienza paterna, di una importante tradizione creativa e i segreti di un mestiere conosciuto. Le prime prove fornite riscuotono consenso che frequentavano abitualmente lo studio del padre. A credere nelle potenzialità del giovane Mazzella fu inizialmente Armando D’Abundo che ne favorì con largo mecenatismo l’esordio nel mondo dell’arte, poco più che ventenne. Da questo momento Elio partecipa a mostre espositive collettive e personali. Significativo nella sua vita professionale è l’incontro con Palma Bucarelli che è più volte intervenuta a segnalare la personalità dell’artista, apprezzandone la ricerca condotta sul cemento.
Dal 1990 si è dedicato anche alla scultura ed ha realizzato molte opere utilizzando reperti bellici della II guerra mondiale, riscuotendo successo da parte della critica più qualificata.
Partecipa a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Nel 2010 è stato inserito nel ristretto gruppo di artisti che hanno dato vita al Museo del Novecento di Castel Sant’Elmo a Napoli. Nel 2011 ha partecipato alla 54ma Biennale di Venezia.

Opere esposte nel Museo

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