Quaderni Netini di Bioetica

P. GRASSI e S. MODICA (a cura di)
Quale Antropologia per la Bioetica
,
2010

Per motivi diversi e in ambienti caratterizzati da matrici culturali diverse, l'antropologia sta recuperando uno spazio di riguardo, c'è addirittura chi le riconosce una funzione di cerniera fra le varie discipline umanistiche. Riconoscere la centralità dell'antropologia all'interno del confronto culturale odierno, significa vederla come luogo di incontro, per rifondare una comprensione dell'umano e della sua dignità. In un'epoca come quella attuale, in cui c'è poca attenzione nei confronti del valore della vita, accanto ad un impegno notevole per migliorare la qualità, si dovrebbe operare un serio lavoro di recupero e di sensibilizzazione della cultura per far cogliere in modo più diffuso e più genuino che la vita dell'uomo resta sempre e comunque un bene indisponibile. Solo l'assunzione del principio di imparzialità - per cui ogni umano è persona - ci permette di dialogare evitando le sabbie mobili del relativismo dove non c'è possibilità di dialogo poichè evidenti posizioni parziali si mascherano di imparzialità.

P. GRASSI e S. MODICA (a cura di)
Pensare la sofferenza,
2010

La spinosa e sempre rinnovata domanda circa la sofferenza, interpella la nostra intelligenza e la nostra fede, poiché l’esperienza del soffrire raccoglie in se stessa gli elementi più spinosi dell’esistenza umana, avviando cammini di ricerca e di riflessioni che possono aiutarci a prendere consapevolezza di come la dignità di un uomo sfigurato dalla sofferenza, resta comunque intatta nella sua bellezza nonostante la virulenza del male. Il dolore è sempre stato fonte di inquietudine e di interrogazioni senza fine, che divengono ancora più logoranti e gravi in quanto la sofferenza, rispetto alla bellezza ed alla bontà del creato, sembra stagliarsi come un assurdo ineluttabile e inesplicabile. ...I contributi raccolti in questo volume Quaderni netini di Bioetica II. Pensare la sofferenza, non hanno la pretesa teorica di dominare intellettualmente ciò che appare esistenzialmente non dominabile, essi intendono solamente offrire timidi spunti di riflessione su questioni bioetiche emergenti. La cura che è prevalentemente un atteggiamento ‘pratico’, passa per l’emotività – pietas – facendo si che il sofferente trovi quella sintonia cordis che gli permette di trasmettere il proprio dolore, evitando – con le parole di Gottschikick – ‘che si stagni dentro di lui e si carichi di veleno’. Da ciò l’importanza di saper leggere la sintomatologia all’interno di una storia vissuta, alla luce di quelle metafore che sono reperimento di senso capaci di dare forma alla sofferenza stessa. ...Pensare la sofferenza significa custodire le parole che ci richiamano al più alto senso di responsabilità di fronte alla vita e questo è tanto più vero quanto più l’uomo crede che il morire non sia solo l’esito biologico di un organismo e la sua ultima destinazione, ma transito da una condizione di limitatezza ad una di in finitudine, attraversato dalla promessa e dalla speranza di vita di tutte le cose.

P. GRASSI e S. MODICA (a cura di)
Umanizzare la bioetica
,
2010

Questo volume che inaugura i Quaderni Netini di Bioetica rende ragione di una necessità conoscitiva e operativa che nasce da una emergenza educativa, orientata a stimolare più articolate riflessioni e pienamente inserita nei dilemmi del nostro tempo. I Quaderni Netini di Bioetica vogliono essere un luogo di dibattito aperto e interdisciplinare che - con umiltà in modo costruttivo e creativo - si propone di continuare il confronto e mantenere vivo il rapporto con coloro che, in questa nostra epoca travolta dal tecnicismo, si interrogano sul senso della vita e della morte, della malattia e della cura, per costruire una feconda comunità di persone e di progetto capace di contemplare orizzonti più vasti e aperti. Ci piace pensare ai Quaderni Netini di Bioetica come il "cortile dei gentili", come un luogo per incontrarci e sfatare un pregiudizio, che vede la Chiesa chiusa e capace solo di anatemi proibenti su questioni inerenti la vita, dimenticando spesso il suo essere "esperta in umanità".

loghi_por.jpg