SEZIONE CULTURALE

Il premio nasce come espressione dell’impegno culturale dell’Associazione Oltre il Chiostro onlus e del Centro Permanente di Ricerche e Studi sul Presepe Napoletano e viene annualmente consegnato nel corso del Concerto dell’Epifania, volendo così sottolineare l’impegno civile e la visione sociale che anima l’evento musicale. Un’apposita commissione valuta le varie candidature che vengono avanzate deliberatamente da associati ed amici, per poi pervenire ad una scelta condivisa, che sottolinei la dimensione di particolare responsabilità etica dinanzi al valore supremo della forza della vita in tutte le sue espressioni; un aspetto importante che viene considerato, è la capacità di essere forza sociale aggregante, in cui le appartenenze identitarie vengono vissute all’interno di una diffusa ispirazione a sperimentare un’etica del bene comune. In tal senso, la progettualità del vivere sociale rappresenta un elemento di verifica e di prova per qualsiasi visione della vita.

Maria Luisa IAVARONE

Maria Luisa Iavarone è Professore ordinario di Pedagogia generale e sociale presso il Dipartimento di Scienze Motorie e del Benessere dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” dove ha responsabilità di indirizzo didattico, è inoltre Adjunt Professor at UNESCO Transdisciplinary Chair on Human Development and Culture of Peace. È Presidente e fondatore dell’Associazione culturale A.R.T.U.R. Adulti Responsabili per un Territorio Unito contro il Rischio.
Negli ultimi anni si è occupata dei temi dello sviluppo educativo nell’ottica della pedagogia del benessere e della prevenzione del rischio con uno spiccato interesse verso la costruzione di curricoli formativi e didattici per la realizzazione cognitiva, emotiva ed esistenziale dei soggetti. Dopo il tragico evento accaduto al figlio Arturo, Marisa ha deciso di “diventare un presidio di legalità, un punto di riferimento contro la violenza, il teppismo, la criminalità che infestano le nostre strade”. La giornalista Myrta Merlino ha affermato “…Marisa davanti al figlio accoltellato sceglie la lucidità, la lotta e la vita. Quello che succede oggi è una straordinaria storia di passione, intelligenza e coraggio che Napoli, …, forse finalmente meritava…
Ha al suo attivo oltre 140 pubblicazioni (Banca dati: Iris-U-Gov) su riviste scientifiche nazionali ed internazionali indicizzate oltre ad essere autrice di numerose monografie e saggi collettanei tra i quali si vedano in particolare: Pedagogia del benessere (in coll.) (FrancoAngeli, Milano, 2004, 2007); Educare al benessere (Mondadori, Milano, 2008); Alta formazione per lo sviluppo educativo locale (Liguori, Napoli, 2009); Saperi dell’insegnamento (Lecce, 2010); Abitare la corporeità (Milano, 2013); Toward a teaching embodied-centered: perspectives of research and intervention (in coll., 2013); Apprendere la didattica (in coll.) (Lecce, 2015); Pedagogia dell’ambiente 2017 (in coll.).

Compagnia NEST

La Compagnia Nest nasce nella periferia napoletana di San Giovanni a Teduccio circa dieci anni fa ed è composta da Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Adriano Pantaleo, Andrea Vellotti, Carmine Guarino e Giuseppe Miale di Mauro. Ha prodotto numerosi spettacoli tra cui: La Città Perfetta (2010-Napoli teatro Festival Italia) la versione teatrale di Educazione Siberiana(2013 in coproduzione con il Teatro Stabile di Torino), 12 baci sulla bocca(2014), Love Bombing (2015) e gli ultimi Gli Onesti della Banda(2017) e Il Sindaco del Rione Sanità(2017) per la regia di Mario Martone (in coproduzione con Elledieffe e Teatro Stabile di Torino), con cui hanno ricevuto numerosi riconoscimenti (premio Maschere del Teatro 2018 come migliore spettacolo).
La compagnia ha sentito la necessità di attecchire sul territorio in maniera incisiva, investendo nella cultura e nell’arte, convinti che costituisca sempre una politica vincente e ha restituito alla città gli stimoli e le energie che aveva ricevuto da essa, cercando un luogo, uno spazio per il teatro nel quale poter far nascere e vivere progetti teatrali. Nel cuore di San Giovanni a Teduccio, zona est di Napoli ad un passo da una martirizzata periferia, la palestra di una scuola abbandonata da anni diventa così il Nest Napoli Est Teatro, luogo in cui la compagnia organizza da quattro anni, una stagione teatrale di altissima qualità, con grandi nomi e spettacoli di compagnie professionali, giovani e tra le più interessanti del panorama teatrale italiano.

Associazione POLITICHE SOCIALI E PROGETTI

L’Associazione Politiche Sociali e Progetti rappresenta in Campania la prima associazione di promozione sociale con una rete costituita da cittadini socialmente impegnati, da associazioni di volontariato e da cooperative sociali di Portici, Ercolano, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano e operanti a Napoli e nella Provincia vesuviana.
I loro ambiti di intervento riguardano: disabili, anziani, minori, giovani, immigrati, famiglia, dipendenze, emarginazione e disagio adulti.
Gli obiettivi principali del loro impegno possono essere così sintetizzati:
– aumentare e valorizzare i processi di conoscenza, le sinergie, lo scambio e la collaborazione tra le diverse organizzazioni del terzo settore e cittadini attivi;
– promuovere attività specifiche di tipo aggregativo, che favoriscano la rimozione di ostacoli d’ordine economico e sociale e che – limitando, di fatto, la libertà e l’uguaglianza dei cittadini – impediscono il pieno sviluppo della persona umana ed ostacolano le relazioni tra i vari gruppi sociali;
– organizzare progetti di inclusione sociale, di partecipazione attiva e di cooperazione, identificando nella democrazia partecipativa un processo educativo e di crescita umana solidale:
– promuovere la realizzazione di iniziative e progetti in ambito sociale, socio-culturale e socio-sanitario con azioni tese a promuovere, sostenere e realizzare spazi d’incontro tra persone ed organizzazioni operanti a tutela dei diritti delle fasce deboli della cittadinanza, per favorire la conoscenza reciproca, lo scambio di esperienze e di competenze;
– svolgere una funzione di confronto, di stimolo critico e di valutazione nei confronti della pubblica amministrazione, al fine di garantire l’elaborazione di apposite politiche sociali con l’organizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali secondo criteri di trasparenza e partecipazione;
– contribuire a ridefinire un sistema di welfare ispirato ai principi costituzionali di solidarietà, universalità e sussidiarietà, che riconosca e valorizzi la partecipazione dei cittadini, anche attraverso le organizzazioni del Terzo Settore.
In tal modo, la PSP intende far sua ed attuare la “Strategia Europa 2020”, che l’Unione Europea sta promuovendo per la crescita sociale con azioni mirate per favorire l’occupazione, i servizi sociali e l’inclusione.

Mario PAGLIARI

Mario Pagliari è da sempre impegnato professionalmente nell’ambito del settore turistico, come imprenditore di servizi di accoglienza e di ricettività alberghiera nella Città di Napoli; alla sua direzione si deve la conduzione di importanti strutture napoletane come l’Hotel Terminus e, soprattutto, si è contraddistinto per l’importante progetto di recupero architettonico e di rifunzionalizzazione dell’edificio storico del Convento di Santa Lucia al Monte, poi divenuto Hotel San Francesco al Monte alle pendici della Certosa di San Martino.
Con diversi mandati ha ricoperto importanti ruoli di presidenza e di coordinamento delle locali sezioni dell’Associazione degli albergatori napoletani, dell’Ente bilaterale per il turismo, del Convention Bureau e della sezione turismo dell’Unione industriale di Napoli, avendo un ruolo attivo negli anni ‘90 che hanno segnato il rilancio dell’economia turistica napoletana e la promozione di una cultura dell’accoglienza ispirata a degli standard sempre più competitivi nel mercato globale.
Rispetto agli impegni e agli oneri del suo ruolo professionale si è contraddistinto per la particolare attenzione, dedizione e passione, con cui ha saputo coinvolgere e stimolare i professionisti del settore ad investire personalmente nella promozione del territorio, superando forme di assistenzialismo, e ritenendo l’iniziativa privata come punto di leva fondamentale per la crescita sociale, lo sviluppo occupazionale ed il rinnovamento culturale della Città di Napoli.

Giuseppe GAETA e Laura VALENTINI

Docente all’Accademia di Belle Arti di Bari prima e poi di Napoli, insieme alla moglie Laura Valentini, Giuseppe Gaeta ha contribuito ad arricchire il panorama culturale della città di Napoli.
Negli anni ’80 inizia la sua ricerca iconografica sullo scultore bergamasco, Cosimo Fanzago attivo a Napoli nel ‘600, dedicandosi completamente alla fotografia d’arte. Nel 1985, nell’ambito delle manifestazioni Civiltà del ‘600 a Napoli ha pubblicato il volume Cosimo Fanzago, la sua bottega e il suo tempo; la relativa mostra fotografica da lui realizzata, ha fatto il giro del mondo. Nel 1987 pubblica il volume Napoli città d’arte, rilanciando l’immagine di Napoli. Nel 2002 ha fondato e condotto la cattedra di Diagnostica non invasiva delle opere d’arte (prima in Italia) per la scuola di restauro dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Generazioni di giovani si sono formati alla sua scuola, quelli che c’erano ai tempi della sua docenza in Accademia, e quelli che sono venuti dopo, trasmettendo tutte le conoscenze e le tecniche da lui acquisite nel corso degli anni.
Laura Valentini, abilitata per l’insegnamento delle materie artistiche, è stata Direttrice del Centro Theotokos dove i giovani venivano accolti e formati. Gli allievi dalla prof. Valentini Gaeta hanno appreso la tecnica del modellato, generando un vero e proprio stile. Ancora oggi i coniugi Gaeta rappresentano un punto di riferimento per le vecchie e nuove generazioni.

INDIVISIBILI

Il premio Nativity in the World 2017 va all’opera cinematografica Indivisibili (2016) del regista napoletano Edoardo De Angelis, nonché sceneggiatore e produttore cinematografico.
L’assegnazione di questo riconoscimento intende contribuire ad evidenziare l’importanza di un racconto cinematografico, che ha saputo unire la semplicità della narrazione per immagini con una delicata e rara capacità di introspezione dell’animo umano, in cui la storia delle due eccezionali protagoniste – le gemelle siamesi Daisy e Viola, interpretate dalle brave interpreti Angela e Marianna Fontana – non indugia mai al sensazionalismo, ma conduce lo spettatore all’incontro con personaggi capaci di riepilogare un mondo di storie umane, in cui la vita resta desiderio inarrestabile di speranza. Indivisibili esprime una delicata poetica, che incrocia delle periferie esistenziali dove la disperazione ed il dolore diventano forza di coesione, resistenza etica alla degenerazione, capacità di riscatto.
Il film è stato prodotto da Tramp Limited con la collaborazione di O’ Groove, Medusa Film e Mediaset e il supporto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è stato girato a Castel Volturno, in provincia di Caserta.

Ivan GRANATINO

Nasce a Caserta nel 1984 e fin da piccolo, inizia a muovere i primi passi nel mondo della musica, grazie al padre, interprete di musica classica napoletana, che gli trasmette quella che è diventata poi una grande passione che si orienta sempre di più verso il rock e l’hip hop, tanto da intraprendere un percorso artistico personale che lo porta a creare un crossover tra questi due generi musicali.
Grazie al suo stile con cui passa con disinvoltura dall’hip hop all’r&b, dalla musica dance al rock, collabora con i maggiori rappresentanti dell’hip hop italiano: Clementino, Club Dogo, Luchè dei Cosang, D-Ross e Franco Ricciardi. Nel 2014 il grande palcoscenico di Rai Due di The Voice of Italy offre al giovane rapper la possibilità di farsi conoscere dal grande pubblico e farsi apprezzare dalla giuria; infatti, dopo aver superato l’audizione al buio, è conteso tra Raffaella Carrà, Noemi e J-Ax che Ivan sceglierà come coach.
Dopo l’esperienza tv, è pronto al progetto Pare mo’ pubblicato nel 2015. Il video della titletrack è in alta rotazione su Hip Hop Tv.
Ivan Granatino è riuscito ad arricchire la scena della musica napoletana per sdoganarla ed emanciparla con canzoni semplici, dirette e curate. Attualmente è in lavorazione il nuovo album Ingranaggi.

Fulvio DE NIGRIS

Perché un premio a Fulvio De Nigris?
Il Concerto dell’Epifania del 2016 premia Fulvio De Nigris per ridare, attraverso di lui, speranza a una società addormentata o sonnolenta. Rispetto ai tanti problemi che affliggono le periferie esistenziali, la Casa dei Risvegli di Bologna rammenta che una rinascita, un risveglio, è possibile e auspicabile.Forte di una vicenda personale che portò suo figlio prima in coma e poi alla morte, Fulvio – con la sua famiglia, amici e conoscenti – porta avanti l’idea di provare a risvegliare un essere umano piombato in uno stato di minima coscienza, non soltanto con farmaci e tecniche, ma con la medicina della prossimità e della vicinanza. La onlus “Gli amici di Luca” (Luca è il nome di suo figlio), a cui è annesso un Centro Studi per la Ricerca sul Coma, è una struttura innovativa dedicata Gravi Cerebrolesioni Acquisite alla riabilitazione, formazione e ricerca nel campo delle (GCA), con particolare riferimento ai Disordini della Coscienza (DOCs).
La sezione culturale dell’Associazione Oltre il Chiostro, con il suo Dipartimento di bioetica”, segue da anni tutti i tentativi scientifici di accompagnare la qualità della vita e la ripresa delle persone cadute in stati di minima coscienza. Come ha detto papa Francesco, urge lavorare con credenti e laici, al servizio degli ultimi: “Se in questo momento della storia, l’uomo è stato buttato via dal centro, è scivolato verso la periferia, a vantaggio della centralizzazione del denaro e del potere”, occorre andare alla ricerca di alcuni aspetti ancora più periferici nell’attuale immaginario sociale ed ecclesiale, alla ricerca degli “scarti”.

Pino DE MAIO

Pino De Maio nasce a Miano in uno dei quartieri più a rischio della periferia napoletana e a rischio lo sarà fortemente anche la sua infanzia. Entra nel mondo della musica a 11 anni con lo studio della chitarra classica con la maestra Immacolata Ciociano figlia di Michele, grande trascrittore e compositore. La sua carriera di professionista ha inizio con un trio “I Michelemmà” (1974), con il quale si dedica allo studio e alla ricerca della canzone popolare e d’autore con la realizzazione di un primo disco (I Michilemmà) distribuita dalla RCA. Qualche anno dopo, collabora come chitarrista con Sergio Bruni e poi subito dopo con lo storico gruppo “Napoli Centrale” capitanato da James Senese, anno in cui militava come bassista Pino Daniele. Dopo quattro anni all’estero, ritornato a Napoli, decide di dedicarsi esclusivamente allo studio della canzone napoletana. Si impegna anche come compositore, scrivendo le musiche di un’opera teatrale “Sole, Luna e Talia ”, tratta da una favola di G.B.Basile con gli arrangiamenti di Antonio Sinagra; gran parte di queste musiche si trovano nell‟album “Napoli Vecchia Mia” (1983) con la collaborazione strumentale di James Senese. Alla produzione discografica affianca un’intensa attività di spettacoli, concerti, lavori teatrali, cercando di fondere prosa, poesia e musica.
L’impegno che maggiormente inorgoglisce De Maio, è la costituzione di “La Villanella”, un’associazione culturale musicale che dal 1992 si prefigge di divulgare e vivificare la tradizione napoletana, in particolare quella musicale utilizzandola come strumento per il recupero dei minori a rischio. Da qui nasce la lunga collaborazione come esperto per un laboratorio musicale nel carcere minorile di Nisida e non solo, ma in tante scuole di Napoli e provincia. Per l’educazione alla storia della canzone napoletana, Il suo orgoglio musicale è “ Ue’ Guagliù’ “ (1997), un lavoro discografico dedicato ai ragazzi di Napoli, che maggiormente soffrono l‟emarginazione sociale e dove si sintetizza la sua lunga esperienza. Nel 2007 De Maio realizza un cd con una decina di ragazzi “Uè Guagliù… qualcosa cambierà”. Nel 2010 inizia a lavorare a un ambizioso progetto, che testimonia l’esperienza di quasi un ventennio vissuta con i ragazzi detenuti nel carcere di Nisida con un’opera musicale dal titolo “Marialuna”. Il lavoro debutta l’anno dopo interpretato dagli stessi ragazzi detenuti del carcere con la produzione di Rai TRADE. Lo spettacolo e l’intero progetto avrà il plauso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che riceverà De Maio al Quirinale per conferirgli la Medaglia della Repubblica.

Andrea SANNINO

Andrea Sannino, attore e cantautore partenopeo, classe ‘85, inizia giovanissimo a dividersi tra l’amore per la musica e la passione per il teatro. Tra le numerose esperienze teatrali da segnalare il suo ruolo da protagonista nel musical C’era una volta Scugnizzi scritto da Claudio Mattone ed Enrico Vaime, in cui interpreta il ruolo del prete coraggio Don Saverio e quello di Lele nel musical Stelle a metà scritto e diretto da Alessandro Siani. Dal 2006 inizia una collaborazione con Lucio Dalla che lo invita a duettare con lui in numerosi concerti. Il cantautore bolognese diventa così un punto di riferimento sul palco e nella sua vita tanto che Andrea Sannino dedica proprio a Lucio Dalla il suo primo disco UANEMA! uscito nell’autunno del 2105 per la Zeus. Il titolo, infatti, è un’esclamazione che Lucio Dalla usava spesso quando parlava in napoletano, lingua a lui cara. Nell’album ci sono tante collaborazioni tra cui ricordiamo quella con Sal Da Vinci e Monica Sarnelli. Il disco, inoltre, contiene il brano “Terra Nostra” con la prefazione di Don Maurizio Patriciello che tratta del fenomeno della terra dei fuochi.
A questo giovane interprete della nobile ed antica tradizione musicale partenopea, abbiamo voluto assegnare questo premio alla memoria di Mario Da Vinci, che sarà nel tempo – ce lo auguriamo! – l’unico modo per preservarne il ricordo e, soprattutto, lo spirito per quanti lo hanno ammirato ed amato.

Peppino DI CAPRI

Peppino di Capri, nome d’arte di Giuseppe Faiella (Capri, 27 luglio 1939), è uno degli artisti più significativi della storia della canzone italiana: ha partecipato a quindici Festival di Sanremo, vincendo quello del 1973 con il brano Un grande amore e niente più e nel 1976 con il brano Non lo faccio più.
Originario di una famiglia di musicisti, si esibisce per la prima volta all’età di quattro anni nel 1943, suonando il pianoforte davanti alle truppe americane di stanza sull’isola natale durante la guerra.
A sei anni inizia a studiare pianoforte con una severa insegnante tedesca a Napoli, ma nel 1953 inizia anche ad esibirsi con l’amico Ettore Falconieri che suona la batteria, nei night-club di Capri e della vicina Ischia con la denominazione Duo Caprese. L’insegnante, venuta a sapere la cosa, decide di cacciare Peppino, che inizia così a dedicarsi esclusivamente alla nascente musica rock d’importazione americana. Il 26 agosto 1956 Peppino ed Ettore riescono anche ad esibirsi in televisione, nella trasmissione televisiva Primo applauso, condotta da Enzo Tortora e finiscono primi, ma per il momento non ottiene contratti discografici. Sempre con Falconieri alla batteria ed altri amici forma nel 1957 un complesso, i Capri boys, vagamente ispirati ai tipici gruppi musicali jazz/swing statunitensi di quegli ultimi anni, e iniziano ad avere buon successo nei vari locali delle due isole del golfo di Napoli, a volte rielaborando successi d’epoca napoletani o americani o a volte componendo da soli nuovi brani. In una serata ad Ischia, nell’agosto 1958, il gruppo viene notato da un dirigente della casa discografica milanese Carisch, lì in vacanza, che gli propone un contratto discografico. Il 26 settembre i cinque musicisti partirono per Milano con una Fiat 1100, per incidere dieci brani proposti dalla casa discografica, quasi tutti erano brani già eseguiti dal gruppo nelle loro serate nei locali e quindi di sicuro successo. Giunti in sala  d’incisione i dirigenti li raggiunsero con una telefonata in quanto non sapevano ancora come chiamarli, e Cenci suggerì a Peppino: «Siccome ti chiami Peppino e vieni da Capri ti chiamerai Peppino di Capri». Il nome completo della band sarà Peppino di Capri e i suoi Rockers. Nel 1960 inizia la consacrazione dell’artista che pubblica quattordici 45 giri e due album di grandissimo successo, risultando onnipresente in hit parade. A dicembre del 1961 lancia il fenomeno del twist in Italia grazie alla sua interpretazione del brano Let’s Twist Again inciso alcuni mesi prima negli Stati Uniti da Chubby Cheker, la canzone finirà dal 24 febbraio 1962 in prima posizione in classifica per due settimane. Nel 1965 con il suo gruppo fa da spalla alle esibizioni italiane dei Beatles: nello stesso periodo incide la versione italiana di Girl, celebre successo dei quattro di Liverpool tratto dall’album (Rubber Soul). Nel 1966 incise quello che viene ricordato come uno dei primissimi brani ska italiani, forse proprio il primo, Operazione sole, che partecipò al concorso RAI Un disco per l’estate 1966. Dopo gli anni dell’esordi discografici e dei primi successi, i decenni successivi ne confermeranno il talento musicale e le straordinarie capacità artistiche. Nel 2008 ha festeggiato i cinquant’anni di carriera musicale, mentre a dicembre del 2013 ha ricordato il quarantesimo anniversario del suo grande successo Champagne, scritta da Mimmo di Francia e che è tra i suoi successi più venduti.

Claudio RANIERI

Claudio Ranieri (Roma, 20 ottobre 1951) è allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, nel ruolo di difensore. Da calciatore ha vestito le maglie di Roma, Catanzaro, Catania e Palermo.
Comincia a giocare a calcio in giovanissima età, nell’oratorio di Piazza San Saba a Roma. Inizia come attaccante e a sedici anni viene arruolato dal Dodicesimo Giallorosso. Pochi anni dopo lo nota Helenio Herrera e viene tesserato per la Roma. A 17 anni l’allenatore della Primavera giallorossa, Antonio Trebiciani, decide di cambiarlo di ruolo, trasformandolo in terzino. Esordisce in Serie A il 4 novembre 1973 in Genoa-Roma (2-1) ed a lanciarlo è il tecnico Manlio Scopigno. Disputa 6 partite in campionato, per poi passare al Catanzaro dove, in pochi anni, si impone come un punto fermo della difesa dei giallorossi, diventando il giocatore del Catanzaro ad aver disputato più partite in Serie A con quella maglia: 128 tra il 1976 e il 1982. Chiude la carriera in due squadre siciliane: Catania e Palermo.
Da allenatore ha iniziato nella categoria interregionale, guidando la Vigor Lamezia nel 1986 per poi guidare il Campania Puteolana in Serie C1. Inizia a mettersi in luce tra i professionisti alla guida del Cagliari, dove approda nel 1988, conquistando la Coppa Italia di Serie C e portando in due anni i sardi dalla Serie C alla Serie A. Nel 1991-1992 passa al Napoli: qui ottiene il primo anno il quarto posto, che garantisce ai partenopei il ritorno in Europa. Nella stagione 1993-94 diventa allenatore della Fiorentina, che riporterà in Serie A. Nel 1995-1996 i viola vincono la Coppa Italia; la stagione successiva si apre con la conquista della Supercoppa Italiana ai danni del Milan. Il 20 settembre 1997 decide di accettare la proposta della società spagnola del Valencia, con cui vince la Coppa Intertoto 1998. Nella stagione 1998-1999 il Valencia riesce a vincere il suo primo trofeo estero conquistando la Coppa del Re (la coppa nazionale spagnola), battendo in finale l’Atletico Madrid. Nel 1999-2000 passa proprio all’Atlético Madrid, dal quale si separa otto mesi dopo l’inizio dell’avventura. Il 16 settembre 2000 va in Inghilterra per guidare il Chelsea; ha diretto i blues per 199 partite ufficiali, riuscendo ad ottenere 107 vittorie. L’8 giugno 2004 passa ad allenare il Valencia, con cui vincerà la Supercoppa Europea. Dopo due anni di inattività e a dieci anni dall’ultima esperienza in Italia, torna ad allenare: il 12 febbraio 2007 accetta la proposta di sedere sulla panchina del Parma, che lascerà dopo pochi mesi alla fine di maggio del 2007. Il 4 giugno 2007 viene ufficializzato l’ingaggio da parte della Juventus, dove vi resterà sino al maggio 2009. Il 2 settembre 2009 diventa l’allenatore della Roma, ritornando così nella sua città natale, nella stessa società in cui era cresciuto e dove aveva mosso i primi passi da giocatore. Il 22 settembre 2011 va alla guida dell’Inter, mentre Il 29 maggio 2012 passa alla squadra francese del Monaco. Il 25 luglio 2014 va ad allenare la Nazionale greca, dove vi è rimasto sino al novembre dell’anno appena concluso.

Andrea BALLABIO

Andrea Ballabio è nato a Napoli il 27 Gennaio del 1957.
Laureato in Medicina nel 1981 presso l’Univesità di Napoli si è poispecializzato in Pediatria nel 1985 presso la stessa Università.
Ha trascorso vari anni lavorando nel campo delle malattie genetiche prima in Italia, poi in Inghilterra ed infine per 6 anni negli Stati Uniti dove ha occupato la posizione Associate Professor di Genetica Molecolare e Co-direttore del Centro Genoma Umano del Baylor College of Medicine a Houston nel Texas. Nel 1994 ha fondato, per mandato della Fondazione Telethon, il TIGEM (Istituto Telethon di Genetica e Medicina), di cui è direttore, inizialmente localizzato presso il Parco Scientifico San Raffaele di Milano, e dal 2000 a Napoli. Oggi l’Istituto ospita circa 150 persone.
Attualmente egli è Professore Ordinario di Genetica Medica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università Federico II di Napoli.
I principali interessi di ricerca del Prof. Ballabio sono lo studio, la prevenzione e la cura delle malattie genetiche e lo studio dei geni e dei genomi. Il Prof. Ballabio ha pubblicato oltre 200 articoli su prestigiose riviste scientifiche internazionali; ha inoltre pubblicato numerosi capitoli su prestigiosi libri internazionali, come Harrison’s Principles of Internal Medicine e Molecular Bases of Inherited Disease. È stato Presidente della Società Europea di Genetica Umana. Ha ricevuto numerosi premi, nazionali ed internazionali, per la ricerca e la cultura. È consigliere in molte commissioni di organismi internazionali per la valutazione di progetti di ricerca tra cui la Commissione Europea e il Progetto Genoma Canadese. È membro, inoltre, dei comitati editoriali di numerose riviste scientifiche internazionali, nonché di importanti società scientifiche internazionali quali la European Molecular Biology Organization, la European Society of Human Genetics, l’American Society of Human Genetics e molte altre.
Tra i risultati più importanti raggiunti dal Prof. Ballabio, insiemeai suoi ricercatori, si annoverano l’identificazione dei geni responsabili di molte malattie genetiche tra cui malattie oculari, neurologiche e malformazioni congenite. Importante è stato anche il contributo del gruppo del Prof. Ballabio sullo studio del genoma umano. Le scoperte più recenti riguardano il cromosoma 21 e la sindrome di Down, e l’identificazione di un gene indispensabile per il funzionamento di enzimi chiamati solfatasi, pubblicate rispettivamente sulle prestigiose riviste internazionali Nature e Cell.

Carlo Antonio LEONE

Direttore Unita Operativa Complessa Ospedaliera di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-facciale dell’Ospedale Monaldi Napoli.
Nato il 9 dicembre 1954. Dal 2010 al 2012 ha ricoperto la carica di Presidente dell’A.O.O.I. (Associazione Otorinolaringoiatri Ospedalieri Italiani)e dal 2012 è membro del consiglio direttivo della Società Italiana di Otorinolaringoiatria, e dal 2009 membro del consiglio direttivo dell’AIAC (Associazione Italiana di Audiovestibologia Clinica), dal 2012 fa parte del Tavolo di Lavoro del Ministero della Salute sugli Interventi di Prevenzione delle Ipoacusie e della Sordità. Presidente della Fondazione Massimo Leone Onlus, si propone di seguire le persone che si trovano in stato di bisogno avendo come conseguenza iniziale la perdita di una propria identità, e non solo di una propria specifica abitazione, con tutto il carico emotivo derivante da una serie di eventi stressanti. Scopo principale della Fondazione Massimo Leone onlus è di accompagnare le persone in un percorso di recupero e di reale reinserimento socio lavorativo. Per raggiungere tali obiettivi si è scelto di non fornire un aiuto vincolato su di un piano di assistenza volto esclusivamente a dare una risposta ai bisogni primari (pur non negando l’indispensabilità degli stessi), ma si cerca di aiutare le persone nel recupero della propria dignità.
Solo riappropriandosi della propria individualità ogni individuo può essere davvero spinto a scendere nuovamente in un mondo, spesso troppo duro e complesso, per affrontare al meglio le difficoltà di ogni giorno, maturando una presa di coscienza di tutti quei diritti e doveri che rendono una persona realmente inserita nel tessuto sociale.

Cicli di incontri in cui gruppi di esperti si riuniscono per l’approfondimento di temi riguardanti la realtà sociale attraverso le esperienze e le conoscenze personali.
La denominazione Colloquium sta ad indicare lo spirito di confronto sereno e di ascolto reciproco delle posizioni diversificate, ma tutte concorrenti al reperimento di valori comuni e condivisibili da proporre alla città ed alla società. In tal senso, ad ogni incontro, i partecipanti lavorano alla stesura di un documento conclusivo reso pubblico successivamente.

Colloquium su Napoli - 2006

Quale Napoli vogliamo: i problemi e il futuro della nostra città.

Colloquium sulle donne - 2005

I valori femminili nella vita sociale ed ecclesiale.

Colloquium sulla politica - 2004

L’identità europea: Il Vangelo per la città possibile.

Colloquium sull’immigrazione - 2003

Immigrati: una risorsa per l’Italia.

Colloquium sulla globalizzazione - 2002

Dal mercato globale alla giustizia universale.

Colloquium sulla bioetica - 2001

Costruire la vita.

Colloquium sul dialogo interreligioso - 2000

Religioni in dialogo.

Colloquium sulla bioetica - 1999

Confronto tra intellettuali su temi della Bioetica.

Colloquium … in breve - 2010

Tenebra di Luce. Dio nella teologia e spiritualità ortodossa.

Colloquium … in breve - 2006

Israele oggi: pietra d’inciampo o pietra d’angolo?

Colloquium … in breve - 2006

Accanimento terapeutico, eutanasia, sedazione totale.

Colloquium … in breve - 2006

La donna mediterranea icona di un nuovo modello di sviluppo?

Colloquium … in breve - 2005

Che cosa fare della legge 40/04?

Colloquium … in breve - 2005

Smaltimento dei rifiuti: poteri in conflitto?

Colloquium … in breve - 2004

Religioni e Stato laico.

Colloquium … in breve - 2004

Fecondazione medicalmente assistita: una legge da rifare?

Giovani... in Colloquium - 2008

Modernità e Cristianesimo: autocritica cristiana della modernità secondo Benedetto XVI

Giovani... in Colloquium - 2006

L’Occidente è l’eclissi di Dio?

Colloquium in streaming - 2015

Incontro con Maria Barbara Lorenzi e Alfredo D’Agnese su: Napoli oggi e le sue politiche culturali.

Colloquium in streaming - 2015

Incontro con Marianella Pucci e Giuseppe Reale su: Lo stato dell’arte per i musei, archivi, biblioteche.